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Acco a voi un bel itinerario di durata medio-lunga in Baviera.
L'itinerario, ha toccato le città di Monaco, Lindau, Fussen e molte altre cittadine.
Naturalmente , sono anche ben descritte le aree di sosta dove, i nostri amici hanno sostato durante questo itinerario.
10-Giorni in Baviera.pdf
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La Polonia un viaggio indimenticabile
C’è sempre un pò di diffidenza nei confronti dei paesi dell’Est a causa di banali ed infondate dicerie o falsi pregiudizi. Così è stato anche per noi quando lo scorso anno abbiamo progettato di visitare la Polonia.
A fine viaggio ci siamo resi conto che i dubbi ed i timori iniziali erano destituiti di ogni pur minimo fondamento. L’andamento del viaggio è stato ampiamente positivo e quanto vissuto, senza alcun problema di sorta, è andato al di là di ogni più rosea aspettativa.
La Polonia è un paese dell’Est che sta vivendo una fortissima crescita economica e sociale ove il riscontro fra la nuova "occidentalizzazione" ed il recente passato di matrice sovietica stride palesemente in maniera tangibile.
Ci ha sorpreso l’ordine, la pulizia, la cordialità, la tenacia e, sopra ogni altra cosa, la profonda dignità con la quale ancora oggi parte del popolo Polacco combatte gli ultimi sprazzi di una povertà a loro imposta per quasi un secolo.
Ma in assoluto quello che ci ha impressionati sopra ogni altra cosa è stato constatare con quanta fede il popolo Polacco viva ancora oggi il suo rapporto con la cristianità.
Non voglio raccontarvi altro perchè ho paura di scalfire il gusto dello scoprire il nuovo, pertanto mi asterrò da commenti di sorta in questo breve sunto della nostra esperienza.
Iniziamo con l’itinerario percorso.
Siamo entrati in Polonia dal valico Cieszyn, lungo una delle due principali direttrici di accesso: Tarvisio – Vienna – Brno (Cz) –Olomouc.
Per quanto concerne la circolazione e la viabilità non abbiamo riscontrato alcun problema. Due avvertimenti si rendono comunque necessari:
Per il transito autostradale in Austria necessita acquistare l’apposita vignetta reperibile nelle stazioni di servizio autostradali prima del valico. Per chi avesse un mezzo con portata superiore a 35 q. necessita acquistare il "go-box" una apparecchietto tipo telepass sul quale bisogna accreditare una somma di €. 75,00 che viene successivamente ed automaticamente scalata in rapporto ai 700 chilometri percorribili con tale importo (quindi per l’andata ed il ritorno non ci sono problemi di sorta). Anche il "go-box" è acquistabile in autostrada;
Per il transito nella Repubblica Ceka accertatevi se necessita acquistare anche li la vignetta in quanto all’ingresso del paese non esiste alcuna indicazione in merito. Noi al ritorno nel dubbio abbiamo acquistato una vignetta per gli autoveicoli.
Valicata la frontiera polacca, percorrendo la statale n.52, abbiamo raggiunto Wadowice il paese che ha dato i natali a Papa Giovanni Paolo II°.
Arrivati nella piazza principale del paese, riconoscibile per la grandezza, per la presenza della chiesa madre ed una grossa statua del defunto Papa, subito a destra vi è una stradina che da accesso ad una grossa piazza ove è possibile parcheggiare ed anche pernottare. Sulla destra della piazza vi è un’altra piccola piazzetta antistante il carcere, certamente più comoda per pernottare in quanto un po’ più silenziosa della prima.
Nel paese, piccolo ma delizioso, è visitabile la casa ove è cresciuto il Pontefice e l’attigua chiesa ove ha ricevuto il Battesimo, il tutto in una giornata di tempo.
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Proseguendo la marcia sulla statale 52 per circa Km. 30 ci siamo innestati, con svolta a sinistra, nella E 77 che scende da Zakopane, celeberrima località invernale polacca, verso Cracovia.
Dopo circa una ventina di chilometri la strada interseca la tangenziale di Cracovia e proseguendo per ulteriori km. 4 circa, ci si imbatte sulla destra in un grosso centro commerciale. Proprio di fronte a questo, quindi a sinistra rispetto al senso di marcia, è ubicato il campeggio Krakowianka.
Per poter accedere al campeggio bisogna trovare sulla sinistra la prima svolta utile, essendo la carreggiata divisa da spartitraffico centrale, oltrepassare la linea ferroviaria, (attenzione ai trenini), proseguire dritto per circa mt.100 per poi svoltare a sinistra e proseguire sempre dritto per circa mt. 500 fino a quanto si trovano, all’altezza di un parco, le indicazione del campeggio che ti portano a sinistra direttamente nel camping.
Il campeggio è gestito da personale cordiale che ha mostrato ampia collaborazione e disponibilità al verificarsi di circostanze impreviste che hanno colpito un nostro compagno di viaggio.
Il sito è comodo in quanto a pochissimi metri dall’uscita vi è la fermata dei tram che conducono al centro della città, e nei pressi della fermata vi è il sottopasso che conduce al grosso centro commerciale, dove è possibile fare acquisti.
La città merita una sosta di tre giorni.
Vi è da visitare la zona del castello, arroccato su di una collinetta, dove all’interno delle sue mura è presente la cattedrale della città, la zona centrale con la grande piazza del mercato e la zona dove esisteva il ghetto ebraico.
In città esiste anche un grosso acqua-park, interamente al coperto, dove è possibile trascorrere una giornata in tutto relax con giochi acquatici di degno rilievo. Informazioni come raggiungere l’impianto si possono acquisire in campeggio.
E’ opportuno ricordare che per poter visitare il castello necessita prenotare la visita di prima mattina in quanto le prenotazioni, che si effettuano all’interno della cinta muraria, si chiudono non appena viene raggiunto il numero massimo giornaliero consentito.
E’ consigliabile, inoltre, visitare la città con uno dei diversi piccoli trenini che accompagnano i turisti in quanto, essendo dotati impianto audio in lingua italiana che forniscono informazioni sui vari siti visitati, offrono un visione generale delle bellezze artistiche, ivi compresa la zona ebraica del ghetto. Poiché l’offerta è vasta, trattate il prezzo più conveniente.
Lasciata Cracovia, ripercorrendo i nostri passi, siamo ritornati verso la tangenziale e li, con svolta a sinistra, ci siamo immessi nell’arteria in direzione di Wieliczka, località questa ben segnalata.
In questo paese esiste una grossa miniera di sale a dir poco eccezionale assolutamente da non perdere in quanto unica al mondo così come riconosciuta dall’Unesco. Non vi voglio anticiparvi altro, è stupenda. Un consiglio: portatevi una maglia di lana perché scendendo fa freddino.
Arrivati in paese si incontra un primo parcheggio a sinistra ed un secondo sulla destra provvisto di barra e completamente asfaltato, certamente migliore in quanto proprio nelle vicinanze dell’ingresso. E’ possibile pernottare in entrambi.
Conviene arrivare sul posto la sera per poter acquistare i biglietti d’ingresso senza fare lunghe file la mattina successiva, anche al fine di individuare a quale ora parte la visita guidata in lingua italiana.
Lasciata la miniera siamo ritornati verso Cracovia e percorrendo tutto il raccordo ci siamo immessi nell’autostrada A4 che conduce a Katowice.
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Dopo averla percorsa per circa Km. 35, siamo usciti per dirigerci ad Oswiecim, nome polacco della città più tristemente conosciuta con il nome tedesco di Auschwitz.
Anche in questo sito ci sono diversi parcheggi, ma il più comodo è quello che è ubicato all’interno della recinzione del complesso dove abbiamo trascorso la notte. Nella strada di fronte all’ingresso vi è una buona pizzeria dove è possibile anche sedersi.
Per poter visitare il campo è opportuno la sera informarsi a che ora la mattina inizia la visita guidata in lingua italiana. La stessa guida accompagna i visitatori in autobus a visitare il campo di sterminio di Birkenau distante circa Km. 1,5 dal primo. Questo secondo e più imponente campo è raggiungibile anche con i camper, così come abbiamo fatto noi il pomeriggio dello stesso giorno nel quale abbiamo visitato il primo di Auschwitz.
La visita ai due campi è opportuna in quanto è doveroso tramandare ai posteri quale monito acchè quanto successo non si ripeta mai più. All’interno del primo campo vi sono molti blocchi dedicati ad ogni singola nazione ivi compresa quella italiana dove vi è menzione della prigionia di Primo Levi. Nel famigerato blocco 11 vi è la cella dove venne tenuto prigioniero e morì il Santo Padre Massimiliano Kolbe.
Dopo aver visitato i due campi, percorrendo la E75 ci siamo diretti verso Czestochowa per visitare il terzo santuario mariano per numero di visite di pellegrini esistente in Europa.
Il campeggio Olenka, dove abbiamo pernottato, è situato alle spalle dell’ingresso principale del santuario di Iasna Gora ed è vicinissimo al centro della cittadina che è facilmente raggiungibile percorrendo il grande viale che scende verso il centro città dalla piazza antistante l’ingresso del santuario.
Il santuario è bellissimo, ma quello che impressiona di più è constatare la devozione e la fede che conserva ancora oggi il popolo polacco e come sia ancora tangibile l’amore per Papa Giovanni Paolo II°.
Il posto merita una visita di una giornata e mezza, anche in considerazione del buon livello di confort del campeggio dotato di pozzetto di scarico e buone docce.
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Ripresa la E75 ci siamo diretti verso Varsavia dove ci siamo sistemati nel camping 260
La struttura di modesto rilievo è ubicata vicino alla fermata del tram che conduce al centro della città antica.
Varsavia merita una visita di tre giorni. E’ degna di rilievo la Stare Miasto, alias la zona vecchia della città, ove è ubicato il castello reale andato completamente distrutto durante l’ultimo conflitto e ricostruito nella sua interezza; è da visitare.
Il cuore della città vecchia è costituito dalla piazza del mercato attorno a cui si dipana un reticolo di vicoli e stradine molto suggestive Nelle estreme vicinanze sorge tutta la zona più caratteristica della città, con viuzze molto caratteristiche e con la cattedrale.
Attigua a questo primo nucleo sorge altra zona caratteristica della città la cd. Nowe Miasto, costruita fuori delle mura medievali. Al suo interno vi si trova il Barbacane, che ne è la porta d’accesso e la "Piazza del Mercato della Città Nuova" che ne è il cuore.
Sulla piazza nella quale si affaccia il castello reale si eregge la famosissima "Colonna di Sigismondo" uno dei simboli della città. Da quel punto inizia la bellissima "Strada Reale" la Krakowskie Przedmieście, ove si incontrano via via il Palazzo del Presidente della Repubblica, la chiesa neoclassica di Sant'Anna e la città universitaria. Successivamente inizia la via Nowy Świat, una tra le strade più belle della città, costeggiata da palazzi e edifici della antica nobiltà, e oggi pulsante di vita con i suoi numerosi ristoranti, caffè, negozi alla moda.
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Altro settore molto caratteristico della città è la zona attigua all’immensa piazza ove Stalin fece costruire nel 1953 il maestososcienz palazzo della cultura e delle scienze. Proprio in quella piazza è evidente lo scontro frontale la massiccia occidentalizzazione e i retaggi del vecchio regime sovietico. A mo di sfida sono sorti attiguamente al vecchio edificio staliniano altissimi grattacieli americanizzanti quali espressione più lampante della voglia di libertà e di scrollarsi da dosso la dittatura sovietica. Tale contrapposizione è presente in quasi tutto il paese ove in ogni città ci si imbatte in grossi casermoni di coloro grigio tutti allineati come tanti soldati in riga. Proprio la voglia di recidere con il passato ha spinto molti polacchi a dipingere quegli orrendi fabbricati con i colori più variopinti.
A differenza di Cracovia, ove il ghetto è rimasto quasi inalterato con le sue molteplici sinagoghe, a Varsavia il ghetto ebraico non esiste più. Vi sono solo pochi monumenti alla memoria.
Degno di una visita è il Palazzo sull'acqua che è situato all’interno del parco di Łazienki.
Lasciata Varsavia dopo una visita durata tre giorni ci siamo diretti verso Nord-ovest in direzione di Torun ove appena giunti siamo entrati nell’unico campeggio esistente in città il " n.33 Trap". La struttura è situata lungo la rive della Vistola ed è immersa in una bella vegetazione di alto fusto. E’ decisamente buona e dotata di servizi discreti.
La cittadina, situata sulla riva opposta, si raggiunge a piedi percorrendo il lungo ponte che consente di scavalcare il fiume.
Il paese è veramente carino essendo ricco di edifici e monumenti degni di rilievo. Non poteva mancare una statua dedicata a Nicolò Copernico al quale la città ha dato i natali. Famosa è soprattutto la medievale città vecchia, che fa parte del patrimonio culturale dell’Unesco
Nella cittadina è possibile visitare una torre pendente nelle mura della città vecchia. Ad occhio nudo si nota palesemente la marcata pendenza in avanti.
Inoltre il luogo è dotato di un bel lungo-fiume ideale per passeggiate riposanti. E’ possibile percorrere il corso d’acqua con uno dei diversi battelli che attraccano in zona.
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Lasciato di prima mattina Torun, dove abbiamo pernottato due notti sfruttando il comodo campeggio per una sosta tattica in pieno relax, abbiamo raggiungo il castello di Malbork. Per strada è facilissimo incontrare le cicogne in volo e, disseminati qua e la, i loro nidi sui fabbricati di campagna.
Ivi giunti abbiamo sostato in uno dei diversi parcheggi esistenti nelle immediate vicinanze. Fate attenzione a contrattare il prezzo del parcheggio stranamente molto alto.
L’opera, anch’essa parzialmente e fedelmente ricostruita nel post-guerra, si manifesta in maniera veramente imponente ed è degna di un’accurata visita. Il castello ed il suo museo fanno parte dei patrimoni dell’umanità dell'Unesco fin dal dicembre 1997. Il castello è il più grande edificio gotico fortificato d'Europa, e crebbe fino a diventare la sede dell'Ordine Teutonico nel quattordicesimo secolo.
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La visita al castello ha occupato quasi l’intera giornata e nel pomeriggio ci siamo diretti a Gdansz (nome polacco della più conosciuta Danzica dove abbiamo trovato sistemazione nel campeggio 280 situato in una folta pineta proprio a ridosso di una grossa spiaggia di sabbia molto frequentata.
In merito alla città necessita fare alcune precisazioni. Il più conosciuto nome Danzica (Danzig) è il nome tedesco della città. Poiché all’epoca del secondo conflitto mondiale la città era abitata in prevalenza da olandesi e tedeschi e, pertanto, era una città nazista (aveva chiesto addirittura di essere annessa alla Germania), i Polacchi immediatamente dopo la guerra hanno cambiato il nome nel termine polacco Gdansk.
Addirittura attiguamente alla città antica i Polacchi hanno costruito una nuova Danzica, l’attuale Gdynia, proprio in senso di spregio nei confronti di una città nazista.
La città, inoltre, è divenuta famosa di recente, con la nascita del movimento popolare solidarnosc che di fatto ha dato inizio alla caduta del comunismo a seguito dei movimenti operai esplosi nei cantieri Lenin. Nel viale principale vi sono diverse locandine e foto dell’epoca che espongono la situazione economica e sociale dell’epoca corredate da fotografie veramente drammatiche.
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La cittadina, completamente ricostruita nel dopo-guerra, è davvero carina e si presenta molto viva. E’ possibile anche deliziarsi con un giro su una barca costruita in vero stile corsaro.
Lasciata Danzica ci siamo diretti a nord-ovest verso la costa baltica per trascorrere due giorni in pieno relax. La cittadina più caratteristica della zona è certamente Wladyslawowo che è situata proprio all’inizio di una lunga striscia di sabbia che si inoltra nel mare per diversi chilometri.
Il paese è una località balneare molto frequentata e dotata di tutte le usuali strutture ricettive estive. La spiaggia, sabbiosa, è bella, larga e molto ben tenuta.
Attiguamente alla cittadina continua la grossa spiaggia a ridosso della quale inizia una bellissima e verde catena di grosse dune al di sopra delle quali sono ubicati diversi campeggi, tutti con proprio accesso al mare. La zona è dotata di molte strutture ricettive e ricreative: c’è davvero l’imbarazzo della scelta!
In questa località abbiamo trascorso due giorni. Qualcuno di noi ha approfittato dell’occasione per godersi un bel bagno nelle acque non certamente caldissime del Mar Baltico.
Il viaggio sin qui descritto è durato 15 giorni. Purtroppo una serie di eventi ci ha impedito di visitare, scendendo, la zona dei laghi. Abbiamo ripercorso i nostri passi dovendo ritornare necessariamente a Cracovia. Ulteriore alternativa era il ritorno via Germania transitando per Berlino e utilizzando le autostrade tedesche.
In merito alla viabilità è necessario rilevare che in Polonia non esistono autostrade in quanto sono tutte in costruzione. Il manto stradale è pericoloso in quanto sono presenti quasi dappertutto solchi sulla carreggiata scavati dal transito dei mezzi pesanti. Fate attenzione alla pioggia perchè all’interno di essi si deposita un notevole quantitativo d’acqua che potrebbe far slittare il mezzo o, in caso di incrocio con veicoli pesanti, consentono a questi di "spararvi" contro un notevole quantitativo d’acqua che potrebbe precludervi la visibilità.
Fate attenzione a rispettare i limiti imposti perché la Polizia è onnipresente sulle strade statali. Abbiamo addirittura incontrato sagome di legno di macchine di servizio !!! Pertanto programmando gli spostamenti considerate che è difficile superare una media oraria di 60 Km.
Il gasolio costa mediamente dai 20 ai 30 centesimi in meno che da noi ed è facilmente reperibile grazie alla rete capillare di distributori.
Per l’accesso in Polonia necessita esclusivamente un documento d’identità valido per l’espatrio. Non caricatevi di generi alimentari in quanto in Polonia tali articoli costano mediamente dal 30 al 50% in meno e sono reperibili nei grossi centri commerciali presenti ovunque. Ad esempio il latte costa al litro l’equivalente di 60-70 centesimi. Tutto costa meno fatta eccezione della tecnologia elettronica ed informatica in quanto interamente importata dall’occidente.
E’ consigliabile operare il cambio, un Euro equivale a circa 3,70-80 zloty, presso agenzie private che sono certamente più convenienti delle banche.
In merito ai campeggi, quasi tutti di origine staliniana, lo dimostra il numero con il quale sono ancora oggi rigidamente individuati, gli stessi sono di medio livello e comunque non molto esosi se consideriamo che in alta stagione abbiamo pagato 3 – 4 Euro a testa per le persone adulte.
Tutto il resto, che volutamente non vi ho descritto per non carpirvi il gusto dello scoprire, anche per necessità di sintesi, vi lascerà positivamente stupiti, così come lo è stato per tutti i nostri cinque equipaggi che hanno vissuto questa avventura.
Non perdete la Polonia e, buon viaggio.
Per qualsiasi ulteriore informazione contattatemi sul forum di questo sito.
Vincenza Bortone. Foggia
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