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Emilia Romagna
Terra di motori e sapori....
Castel San Pietro Terme
Il punto di partenza di questo itinerario che attraverserà le colline Bolognesi, è Castel San Pietro Terme raggiungibile dall'autostrada A14 .
 
Località rinomata per le proprietà benefiche delle proprie acque, nonchè per il particolare  fermento di iniziative che la vede protagonista.

Arrivati dunque a Castel San Pietro o anche chiamato Castello dai suoi abitanti, la prima cosa che notiamo, è ordine ed estrema cura delle aree verdi sia pubbliche che private.

Arriviamo al cospetto del Cassero, la maestosa  torre con l'orologio, che sovrasta le mura antiche.

Da quì  partiamo per il giro nel centro storico di Via Marconi, un mix di colori e profumi.

Poco distante la piazza XX settembre sulla quale danno sfoggio della loro bellezza il Duomo e il palazzo Municipale.

Consigliamo comunque una visita al Duomo, ne vale veramente la pena.

Proseguiamo per il nostro cammino ed imbocchiamo il Viale delle Terme, che seguendo parallelamente il fiume Sillaro, ci accompagna fino agli stabilimenti termali, dove ci fermiamo per una sosta.

Quì   facciamo visita  ai giardini della stazione termale ed anche al parco pubblico subito di fronte.

Degno di nota il parco dove si possono vedere "molto da vicino" alcune specie faunistiche ed acquatiche.

Poco oltre, per chi è amante del golf, è possibile accedere ad una struttura nata  di recente e che ha già molti iscritti al suo attivo.

Torniamo sui nostri passi per riprendere la Via Emilia in direzione di Imola e prima di lasciare definitivamente il paese ci fermiamo all'area di sosta per i camper, all'interno del parcheggio dell'ospedale.

Approfittiamo per sbrigare le operazioni di carico-scarico prima di ripartire.



Dozza
Ripresa la Via Emilia in direzione di Imola, dopo 8 km , Toscanella  frazione di Dozza, svoltiamo in  Via Nuovo Sabbioso che  dopo circa 3 km di strada di collina, ci conduce a Dozza.

A darci il benvenuto la Rocca Sforzesca, una volta appartenuta ai Marchesi Malvezzi-Campeggi.

Straordinaria e sobria al tempo stesso.

All'interno è possibile  visitarla per intero ed acquistare vini dell'Enoteca Regionale, sita ai piani interrati.

Le viuzze strette,  ci danno modo di apprezzare la belezza del borgo medievale e del panorama.

In queste strade, ogni anno si danno appuntamento artisti provenienti da tutto il mondo, per partecipare all'iniziativa chiamata "Il Muro Dipinto" che si tiene in settembre, dove l'espressione artistica dà vita ai muri delle case del centro storico.

Ai piedi della rocca, ben due parcheggi , uno dei quali sterrato, in grado di ospitare anche comitive  di camperisti, particolarmente numerose.

L'accesso al paese dei veicoli è riservato esclusivamente alle persone residenti, ma  questo, non può che farci piacere visto che siamo attenti ad un uso "discreto" dei veicoli a motore.


Riguadagnando la via emilia, dopo pochi Km, passiamo  il Santuario della Madonna del Piratello, che ci anticipa Imola.

Imola
Posta al confine tra le province di Bologna, Ravenna e Firenze, è una cittadina a "misura d'uomo".

Conosciuta soprattutto per le attività sportive legate all'autodromo Dino ed Enzo Ferrari, per la piadina e la pasta fatta a mano.

Anche Imola, ci colpisce, per l'ordine e la cura delle numerose aree verdi, ad iniziare con il parco delle acque minerali  che circonda l'autodromo.

Proprio in questo parco, si visita la statua dedicata al pilota di Formula uno Senna che è stata costruita poprio di fianco al tratto di pista in cui ebbe l'incidente che gli costò la vita. 

Un altro bel parco che ci ha colpiti è quello chiamato Tozzoni, che si sviluppa sulla prima collina imolese all'interno di un boschetto.

Questo parco, frequentato tutto l'anno come luogo di ritrovo di comitive di tutte le età, e di raduni scout.

Ci dirigiamo in centro storico ed anche quì, la circolazione è limitata ai residenti al fine di ridurre l'inquinamento e al contempo rendere più fruibile il centro a chi si sposta a piedi o in bici.


Particolarmente ricca di spazi dedicati a chi ama la filosofia dell'abitar-viaggiando, conta camper-stop gratuiti, aree di sosta dedicate ed accesso consentito a molte aree verdi.
Dolomiti del Brenta

SETTE GIORNI FANTASTICI NELLE DOLOMITI DI BRENTA

 

Le Dolomiti di Brenta sono le montagne dolomitiche più a ovest delle Alpi, infatti, differentemente dagli altri gruppi dolomitici, sono ubicate sulla sinistra del fiume Adige percorrendo l’autostrada del Brennero.

Il Brenta è, altresì, il gruppo dolomitico più imponente, si snoda per ben 30 Km. di lunghezza e per 12 Km. di larghezza, ed è quasi certamente il più bello a causa delle innumerevoli guglie e gugliette dalle foggie più varie.

Inoltre l’inaccessibilità della montagna al turismo di massa, sul versante orientale non esistono impianti di risalita che portano in quota, ha fatto si che il Brenta sia divenuto il luogo certamente più frequentato dagli appassionati di escursioni alpine a tutti i livelli.

Del resto una serie di rifugi collegati fra di loro, e una moltitudine di percorsi, sempre ben segnalati, consentono a chiunque la possibilità di immergersi in una natura ancora incontaminata dove è facilissimo incontrare animali di ogni genere, ivi compreso il grosso orso, che sulle Alpi italiane trova dimora solo su questo gruppo montuoso.

Il nostro itinerario parte dall’uscita autostradale di S.Michele all’Adige, situata a circa km.15 da Trento. Seguendo le indicazioni abbiamo superato Mezzolombardo e a circa km. 3 dal paese abbiamo imboccato a sinistra la strada provinciale con conduce a Spormaggiore – Cavedano -Andalo.

Fate attenzione perchè appena usciti da Mezzolombardo, sempre a sinistra, c’è una prima deviazione che indica Fai della Paganella-Andalo. La strada è più corta ma ha una discreta pendenza ed è costellata di curve a gomito.

Giunti ad Andalo ci si imbatte immediatamente in alcuni parcheggi posti a sinistra rispetto al senso di marcia. Al di la della strada vi è il complesso sportivo che ospita il pala-ghiaccio e la piscina. Entrambi funzionano anche in estate. Alle spalle del pala-ghiaccio vi è un grosso parco giochi, ideale per far sbizzarrire i bambini, mentre sulla destra vi è il campo sportivo e alle sue spalle il campeggio.

Per chi volesse soltanto visitare il paese tale sistemazione è ottimale. Di contro per chi volesse anche pernottare, come abbiamo fatto noi, è in funzione, solo nel periodo estivo un’area di sosta che dista poche centinaia di metri dal centro, accessibile tramite una stradina posta nei pressi delle telecabina che porta in cima alla Paganella.

Chi volesse fare un’escursione in quota può approfittare dell’impianto di risalita appena menzionato e salire a mt. 2125 da dove è possibile ammirare la valle dell’Adige, il gruppo del Brenta e i gruppi dolomitici delle valli attigue. Noi lo abbiamo fatto e l’esperienza è stata veramente appagante.

La bellezza dei boschi e dei prati è indescrivibile. La si può ammirare nella sua più profonda e selvaggia bellezza anche salendo ai Prati di Gaggia con un altro impianto di risalita accessibile anch’esso dal paese.

Lasciato Andalo, dopo aver sostato per due giorni, percorrendo per circa 4 km. una strada che si snoda fra boschi bellissimi, improvvisamente sia stati violentemente investiti da un panorama bellissimo, il lago di Molveno.

Il bacino è sicuramente il lago più bello di tutte le Alpi e Molveno una delle località più accoglienti, vive e ben organizzate per il turismo estivo.

Infatti il grazioso paesino è dotato di due piscine scoperte riscaldate, delle quali abbiamo naturalmente approfittato. Attiguamente ad esse è stata allestita una spiaggia bellissima che consente ai più temerari di poter gustare il bagno in acque fresche ma pulitissime.

A tal riguardo è doveroso evidenziare che il lago di Molveno è il bacino idrico più pulito d’Italia per la semplice circostanza che giornalmente subisce il ricambio dell’acqua. Infatti ogni notte viene parzialmente svuotato.

Non sto scherzando, è tutto vero. Il lago è stato sfruttato dall’uomo per realizzare una delle più grosse centrali idroelettriche d’Europa. In pratica dopo essere stato svuotato è stata realizzata sul suo fondo una grossa galleria che, sbucando la montagna per diversi Km., consente all’acqua di scendere nel sottostante lago di Toblino. In pratica durante tale percorso l’acqua fa muovere delle turbine che generano energia elettrica.

Ma qualcuno naturalmente si chiederà. Come fanno ogni giorno a ricompensare l’acqua che è stata tolta di notte? Ebbene, oltre agli apporti naturali è stata scavata sotto il gruppo del Brenta una galleria di ben 12 km. che fa confluire nel lago l’acqua che scorre dal versante opposto che scende dal gruppo Brenta-Adamello-Presanella.

Facendo una passeggiata lungo le rive del lago, ve la consiglio perché è stupenda, quasi in fondo allo stesso rispetto al paese, è visibilissima la imponente cascata che si forma all’uscita di tale galleria. Davvero un’opera eccezionale!!!!!!!

Ritornando alla logistica, il paese offre strutture sportive e ricettive di ogni genere, generalmente ubicate nella piana antistante il lago. Proprio in tale zona, superando il ponticello che scavalca il fiumiciattolo e prendendo la prima traversa a destra che porta verso il campo sportivo stadio, ci si imbatte nella bellissima area di sosta ubicata fra vedi prati.

Poiché la stessa è lontana da qualsiasi rumore, fatta eccezione del brusio dell’acqua che scorre nell’attiguo ruscello, è il posto ideale per schiacciare corposi e freschi sonnellini.

Il paesaggio è davvero eccezionale. Altissime guglie dolomitiche si riflettono nelle acque del lago che assume, altresì, colorazioni di un verde intenso.

Per gustare appieno una vista suggestiva sul bacino è possibile salire sull’altipiano del Pradel. Per chi non volesse percorrere il bel sentiero che si inerpica nei boschi può usufruire dell’impianto di risalita che parte in cima al paese, come abbiamo fatto noi.

Inoltre, per poter gustare una visione fantastica sulle Dolomiti di Brenta è possibile dal Pradel raggiungere il vicino rifugio della Montanara posto a breve distanza. Questo ulteriore rifugio è raggiungibile sia a piedi che con un impianto di risalita che parte dal Pradel.

Non è possibile descrivere il panorama che si può gustare dal piazzale antistante la Montanara. Le celeberrime cime della Sentinella, del Campanile basso, di Sfulmini e tante altre sono a portata di mano. Sulla destra della valle, sul costone del Croz dell’Altissimo, è facilissimo osservare al pascolo camosci e caprioli. Portatevi un binocolo.

Dopo aver gustato una ottima polenta, funghi, salsiccia e capriolo, piatto unico squisitissimo e caratteristico del posto, siamo scesi lungo la pista da sci che riporta al Pradel attraversando boschi stupendi.

Sempre dal Pradel parte un sentiero che consente di raggiungere i rifugi Croz dell’Altissimo, Selvata e Pedrotti.

L’intera passeggiata dura circa quattro ore ed è consigliata a chi non soffre vertigini in quanto dopo circa 30minuti dal Pradel il percorso si snoda lungo una strada scavata nella roccia.

Arrivare sul rifugio Pedrotti, affacciarsi a guardare Madonna di Campiglio dalla vicinissima Bocca di Brenta, toccare con mano le pareti dolomitiche è un’esperienza che una volta nella vita bisogna fare.

Inoltre dal rifugio Pedrotti si diramano ulteriori sentieri e vie attrezzate che è consigliabile percorrere con l’aiuto delle guide alpine che giornalmente organizzano escursioni in montagna. Il programma è pubblicizzato presso il loro ufficio sito al centro del paese.

Il soggiorno di quattro giorni a Molveno è stato davvero eccezionale !!!!!!!

Ritornando sui nostri passi ad Andalo abbiamo preso la statale per raggiungere la vicina Fai della Paganella. Prima dell’ingresso del paese ci si imbatte in un grosso piazzale da dove parte l’impianto di risalita che collega Fai con tutto il comprensorio della Paganella. Salendo sulla Paganella abbiamo notato delle piste bellissime immerse nei boschi ideali per gli sciatori di ogni livello.

Il paesino di Fai è situato su un altipiano ed è carino e molto tranquillo. Certamente non possiede le bellezze di Molveno o Andalo ma si respira un ‘aria di calda accoglienza familiare.

Dopo aver visitato il paese e pranzato nel parcheggio degli impianti, siamo ritornati ad Andalo e da qui abbiamo raggiunto nuovamente S. Miche all’Adige per imboccare l’autostrada.

Durante il viaggio di ritorno ci ha accompagnato una sensazione di rilassatezza, benessere e tranquillità ed un univoco pensiero…ritorneremo.

 

Alatri
Ad Alatri, cittadina della provincia di Frosinone, venerdì 21 marzo alle ore 20:00 si terrà una processione che vede coinvolti quasi tutti i cittadini del paese dei ciclopi. In pratica vengono rievocate tutte le fasi più salienti della Bibbia dall'antico testamento sino alla Morte di Cristo. E'da non perdere. Noi abbiamo raggiunto il paese in mattinata e parchegiato i mezzi nel piazzale della stazione ferroviaria che si trova ai piedi del centro storico. Antonio. Isernia
Appuntamento a Norcia
A Norcia venerdì 21 alle ore 20:30 si terrà la reiveocazione della passione di Cristo. La rappresentazione si snoda lungo le strade del centro storico e lungo la cinta muraria della cittadina. Molto caratteristica e suggestiva in quanto il tutto si svolge al buio. Caratteristiche le grandi croci illuminate posizionate sulle colline vicine. Lungo la cinta muraria esitono molti parcheggi ove è possibile stazionare con i camper. Pasquale C. Vasto
 
Manifestazione religiosa nel foggiano
 A Troia cittadina che dista km. 22 da Foggia domenica 16 Marzo alle ore 15:00 si terrà la manifestazione che rievoca la passione di Cristo. La rappresentazione si snoda per tutte le caratteristiche vie del centro storico del paese . Alla stessa partecipano circa 200 comparse in abiti dell'epoca. E' sicuramente una delle più belle rievocazioni della passione d'Italia. Il paese è dotato di un'area di sosta riservata ai camper. Il sito è accessibile percorrendo il senso obbligato della strada da extramurale imboccando la prima stradina a destra prima dell'arco. La visita a Troia sarà una buona occasione per visitare la bellissima e celeberrima cattedrale. Luigi FG
Gubbio tra fiction e tradizione
Nel pomeriggio del venerdì Santo si svolge a Gubbio la famosissima processione del Cristo morto. La statua di Gesù viene seguita da Maria Addolorata e dai Corifei, cioè cantori del Miserere incappucciati. Alcuni membri delle varie confraternite suonano le "battistrangole", strani strumenti che producono il suono funerario che accompagna la processione Da non perdere la sosta della processione che avviene davanti al Palazzo del Capitano del Popolo. In prossimità dei maggiori monumenti cittadini al passaggio della processione vengono accesi i c.d "Focaroni" (grossi falò). Per chi è diretto in Umbria è un'occasione da non perdere anche perchè a Gubbio vi è un'area di sosta riservata ai camper ben segnalata nei pressi dell'anfiteatro romano. Luca. (Civitanova Marche)