SETTE GIORNI FANTASTICI NELLE DOLOMITI DI BRENTA
Le Dolomiti di Brenta sono le montagne dolomitiche più a ovest delle Alpi, infatti, differentemente dagli altri gruppi dolomitici, sono ubicate sulla sinistra del fiume Adige percorrendo l’autostrada del Brennero.
Il Brenta è, altresì, il gruppo dolomitico più imponente, si snoda per ben 30 Km. di lunghezza e per 12 Km. di larghezza, ed è quasi certamente il più bello a causa delle innumerevoli guglie e gugliette dalle foggie più varie.
Inoltre l’inaccessibilità della montagna al turismo di massa, sul versante orientale non esistono impianti di risalita che portano in quota, ha fatto si che il Brenta sia divenuto il luogo certamente più frequentato dagli appassionati di escursioni alpine a tutti i livelli.
Del resto una serie di rifugi collegati fra di loro, e una moltitudine di percorsi, sempre ben segnalati, consentono a chiunque la possibilità di immergersi in una natura ancora incontaminata dove è facilissimo incontrare animali di ogni genere, ivi compreso il grosso orso, che sulle Alpi italiane trova dimora solo su questo gruppo montuoso.
Il nostro itinerario parte dall’uscita autostradale di S.Michele all’Adige, situata a circa km.15 da Trento. Seguendo le indicazioni abbiamo superato Mezzolombardo e a circa km. 3 dal paese abbiamo imboccato a sinistra la strada provinciale con conduce a Spormaggiore – Cavedano -Andalo.
Fate attenzione perchè appena usciti da Mezzolombardo, sempre a sinistra, c’è una prima deviazione che indica Fai della Paganella-Andalo. La strada è più corta ma ha una discreta pendenza ed è costellata di curve a gomito.
Giunti ad Andalo ci si imbatte immediatamente in alcuni parcheggi posti a sinistra rispetto al senso di marcia. Al di la della strada vi è il complesso sportivo che ospita il pala-ghiaccio e la piscina. Entrambi funzionano anche in estate. Alle spalle del pala-ghiaccio vi è un grosso parco giochi, ideale per far sbizzarrire i bambini, mentre sulla destra vi è il campo sportivo e alle sue spalle il campeggio.
Per chi volesse soltanto visitare il paese tale sistemazione è ottimale. Di contro per chi volesse anche pernottare, come abbiamo fatto noi, è in funzione, solo nel periodo estivo un’area di sosta che dista poche centinaia di metri dal centro, accessibile tramite una stradina posta nei pressi delle telecabina che porta in cima alla Paganella.
Chi volesse fare un’escursione in quota può approfittare dell’impianto di risalita appena menzionato e salire a mt. 2125 da dove è possibile ammirare la valle dell’Adige, il gruppo del Brenta e i gruppi dolomitici delle valli attigue. Noi lo abbiamo fatto e l’esperienza è stata veramente appagante.
La bellezza dei boschi e dei prati è indescrivibile. La si può ammirare nella sua più profonda e selvaggia bellezza anche salendo ai Prati di Gaggia con un altro impianto di risalita accessibile anch’esso dal paese.
Lasciato Andalo, dopo aver sostato per due giorni, percorrendo per circa 4 km. una strada che si snoda fra boschi bellissimi, improvvisamente sia stati violentemente investiti da un panorama bellissimo, il lago di Molveno.
Il bacino è sicuramente il lago più bello di tutte le Alpi e Molveno una delle località più accoglienti, vive e ben organizzate per il turismo estivo.
Infatti il grazioso paesino è dotato di due piscine scoperte riscaldate, delle quali abbiamo naturalmente approfittato. Attiguamente ad esse è stata allestita una spiaggia bellissima che consente ai più temerari di poter gustare il bagno in acque fresche ma pulitissime.
A tal riguardo è doveroso evidenziare che il lago di Molveno è il bacino idrico più pulito d’Italia per la semplice circostanza che giornalmente subisce il ricambio dell’acqua. Infatti ogni notte viene parzialmente svuotato.
Non sto scherzando, è tutto vero. Il lago è stato sfruttato dall’uomo per realizzare una delle più grosse centrali idroelettriche d’Europa. In pratica dopo essere stato svuotato è stata realizzata sul suo fondo una grossa galleria che, sbucando la montagna per diversi Km., consente all’acqua di scendere nel sottostante lago di Toblino. In pratica durante tale percorso l’acqua fa muovere delle turbine che generano energia elettrica.
Ma qualcuno naturalmente si chiederà. Come fanno ogni giorno a ricompensare l’acqua che è stata tolta di notte? Ebbene, oltre agli apporti naturali è stata scavata sotto il gruppo del Brenta una galleria di ben 12 km. che fa confluire nel lago l’acqua che scorre dal versante opposto che scende dal gruppo Brenta-Adamello-Presanella.
Facendo una passeggiata lungo le rive del lago, ve la consiglio perché è stupenda, quasi in fondo allo stesso rispetto al paese, è visibilissima la imponente cascata che si forma all’uscita di tale galleria. Davvero un’opera eccezionale!!!!!!!
Ritornando alla logistica, il paese offre strutture sportive e ricettive di ogni genere, generalmente ubicate nella piana antistante il lago. Proprio in tale zona, superando il ponticello che scavalca il fiumiciattolo e prendendo la prima traversa a destra che porta verso il campo sportivo stadio, ci si imbatte nella bellissima area di sosta ubicata fra vedi prati.
Poiché la stessa è lontana da qualsiasi rumore, fatta eccezione del brusio dell’acqua che scorre nell’attiguo ruscello, è il posto ideale per schiacciare corposi e freschi sonnellini.
Il paesaggio è davvero eccezionale. Altissime guglie dolomitiche si riflettono nelle acque del lago che assume, altresì, colorazioni di un verde intenso.
Per gustare appieno una vista suggestiva sul bacino è possibile salire sull’altipiano del Pradel. Per chi non volesse percorrere il bel sentiero che si inerpica nei boschi può usufruire dell’impianto di risalita che parte in cima al paese, come abbiamo fatto noi.
Inoltre, per poter gustare una visione fantastica sulle Dolomiti di Brenta è possibile dal Pradel raggiungere il vicino rifugio della Montanara posto a breve distanza. Questo ulteriore rifugio è raggiungibile sia a piedi che con un impianto di risalita che parte dal Pradel.
Non è possibile descrivere il panorama che si può gustare dal piazzale antistante la Montanara. Le celeberrime cime della Sentinella, del Campanile basso, di Sfulmini e tante altre sono a portata di mano. Sulla destra della valle, sul costone del Croz dell’Altissimo, è facilissimo osservare al pascolo camosci e caprioli. Portatevi un binocolo.
Dopo aver gustato una ottima polenta, funghi, salsiccia e capriolo, piatto unico squisitissimo e caratteristico del posto, siamo scesi lungo la pista da sci che riporta al Pradel attraversando boschi stupendi.
Sempre dal Pradel parte un sentiero che consente di raggiungere i rifugi Croz dell’Altissimo, Selvata e Pedrotti.
L’intera passeggiata dura circa quattro ore ed è consigliata a chi non soffre vertigini in quanto dopo circa 30minuti dal Pradel il percorso si snoda lungo una strada scavata nella roccia.
Arrivare sul rifugio Pedrotti, affacciarsi a guardare Madonna di Campiglio dalla vicinissima Bocca di Brenta, toccare con mano le pareti dolomitiche è un’esperienza che una volta nella vita bisogna fare.
Inoltre dal rifugio Pedrotti si diramano ulteriori sentieri e vie attrezzate che è consigliabile percorrere con l’aiuto delle guide alpine che giornalmente organizzano escursioni in montagna. Il programma è pubblicizzato presso il loro ufficio sito al centro del paese.
Il soggiorno di quattro giorni a Molveno è stato davvero eccezionale !!!!!!!
Ritornando sui nostri passi ad Andalo abbiamo preso la statale per raggiungere la vicina Fai della Paganella. Prima dell’ingresso del paese ci si imbatte in un grosso piazzale da dove parte l’impianto di risalita che collega Fai con tutto il comprensorio della Paganella. Salendo sulla Paganella abbiamo notato delle piste bellissime immerse nei boschi ideali per gli sciatori di ogni livello.
Il paesino di Fai è situato su un altipiano ed è carino e molto tranquillo. Certamente non possiede le bellezze di Molveno o Andalo ma si respira un ‘aria di calda accoglienza familiare.
Dopo aver visitato il paese e pranzato nel parcheggio degli impianti, siamo ritornati ad Andalo e da qui abbiamo raggiunto nuovamente S. Miche all’Adige per imboccare l’autostrada.
Durante il viaggio di ritorno ci ha accompagnato una sensazione di rilassatezza, benessere e tranquillità ed un univoco pensiero…ritorneremo.