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Limitiamo la dispersione di calore
Durante la stagione invernale, chi si reca nelle località sciistiche lo sa bene, la dispersione di calore che si ha nei nostri veicoli, rappresenta un problema.
Infatti, questo fenomeno, si verifica soprattutto all'interno della cabina di guida, dovele superfici vetrate, non oppongono alcuna resistenza termica, benchè tutti usino i cosiddetti oscuranti termici.
Ecco alcuni consigli per correre ai ripari
isolamento.pdf
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Paraspruzzi per il camper
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In questi due PDF, è possibile seguire passo-passo, la semplice ed economica realizzazione di un set completo di paraspruzzi ( 2 anteriori e 2 posteriori), realizzati spendendo poco meno di 20 €.
Naturalmente, quasta viole essere solamente una indicazione illustrata su come fare per.... e i costi possono variare soprattutto in virtù dei materiali scelti e delle modifiche da apportare , caso per caso.
paraspruzzi-posteriori.pdf
paraspruzzi-anteriori.pdf
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Scaricare i serbatoi ghiacciati
Capita spesso nei periodi invernali, quindi con temperature al di sotto dello zero termico, riscontrare amici camperisti alle prese con il problema di svuotare i serbatoi delle acque chiare ghiacciati.
Alcuni risolvono la difficoltà lasciando i rubinetti di scarico aperti con all’estremità secchi o bidoncini di varia foggia.
Tale "strategia" è praticabile unicamente se si è in sosta in un’area attrezzata che ti dia la possibilità di scaricare spesso ed in qualsiasi momento e, comunque, comporta una fastidiosa e continua attenzione alla residua capienza del contenitore al fine di non far debordare il liquido.
In tal caso, oltre allo spiacevole inconveniente, quanto fuoriuscito crea una lastra di ghiaccio nelle immediate vicinanze del mezzo sulla quale è facilissimo perdere l’equilibrio e rovinare a terra.
Inoltre la "strategia" in esame non è assolutamente praticabile in caso di sosta libera per ovvi inconvenienti di carattere "estetico", non giova certamente alla vista un secchio sotto il veicolo fermo, sia dal punto di vista pratico, se sol si pensi che in alcuni casi la sola apertura di una finestra o dello scalino ha prodotto contestazioni a violazioni varie da parte delle forze di Polizia.
Pertanto molte volte, o perché costretti dalla sosta libera, o per assenza del contenitore, o per libera scelta, si decide di far riempire normalmente il serbatoio di recupero nella speranza o che il volume sia sufficiente, o che gli scarichi non ghiaccino, o, in tale ultimo caso, che il fornelletto di turno o il potente fono, questo se si è in possesso di un consistente allaccio di corrente, riescano a sbloccare dal ghiaccio rubinetti o le ghigliottine varie.
Tale ultime operazioni sono quasi sempre fastidiosissime, scomodissime e faticosissime e in molti casi non producono l’effetto tanto desiderato. Mi è capitato personalmente nelle vicinanze di Moena vedere amici camperisti combattere non poco prima di poter svuotare le acque chiare nell’apposito pozzetto di scarico e alcuni di essi andar via senza essere riusciti nell’operazione.
Orbene il problema dello scarico è risolvibilissimo, partendo da alcune considerazioni.
Dell’intero serbatoio ghiacciano generalmente i rubinetti o le ghigliottine di scarico e, in caso di temperature molto rigide, uno strato più o meno spesso delle acque che si poggiano sul fondo, quindi a contatto con gli scarichi. Il liquido sovrastante il fondo non ghiaccia.
Tutti i serbatoi sono forniti del "sempre-pieno", un’apertura posta alla sommità che permette la fuoriuscita delle acque chiare quando il contenitore è pieno.
In qualche caso il "sempre-pieno" è corredato da un beccuccio di plastica che fuoriesce ortogonalmente all’altezza del serbatoio per qualche centimetro, così come per il mio mezzo. Comunque ogni serbatoio presenta delle filettature alla sommità, circostanza questa che consente, montando o meno il riferito beccuccio, di poter avere accesso dall’alto al liquido, naturalmente nella maniera più comoda al singolo caso.
Considerando, pertanto, che il liquido sovrastante non si ghiaccia, basterà inserire un tubo di gomma attraverso il foro del sempre-pieno, farlo scendere nel serbatoio, collegarlo ad una semplice pompetta , anche di quelle che usualmente viene utilizzata per il travaso del vino, e provvedere, infine, ad aspirare le acque chiare per poi trasferirle o in un apposito contenitore o nel vicino pozzetto di scarico.
In pratica invece di svuotarlo da sotto il serbatoio viene svuotato dal di sopra utilizzando, a tal fine, un accesso posto alla sommità del contenitore.
Il mio mezzo è dotato di un’apposita apertura nel fascione laterale in corrispondenza dei serbatoi di recupero che mi consente di inserire comodamente il tubo di aspirazione nel beccuccio del sempre pieno. Anche se così non fosse, basterà comunque il solo ed agevole movimento di un braccio per inserire il tubo di pescaggio nell’apposito foro per poter poi procedere allo svuotamento.
In questa maniera si potrà agevolmente scaricare la quasi totalità dell’intero volume del serbatoio in qualsiasi momento e secondo le esigenze del caso, sistema questo da me collaudato in più occasioni nel corso delle mie numerose vacanze invernali a temperature rigidissime (- 25 due anni fa a S. Vigilio di Marebbe).
In caso di soggiorno in un’area di sosta attrezzata questo sistema consente o di spostare il veicolo a serbatoi pieni e svuotare di tanto in tanto l’intero contenuto delle chiare, chi ha un’ottima autonomia troverà maggior giovamento con minor lavoro, o riempire un più piccolo contenitore per procedere "a rate", operazione questa che potrà essere fatta nel momento più comodo della giornata e senza l’assillo di dover provvedere in qualsiasi momento per paura che il liquido trabocchi, magari quando sei a sciare e la tua signora eccede un po’con l’utilizzo dell’acqua.
Inoltre il sistema analizzato produce un miglioramento pure dal vista estetico dell’area attrezzata, in quanto non si noterebbero più quella miriade di secchi e contenitori posti sotto i camper, alcuni dei quali, semipieni, emananti anche qualche lezzo poco gradevole .
Un ultimo consiglio: finita l’operazione di svuotamento provvedete a non lasciare acqua nei tubi o nella pompetta in quanto potrebbe ghiacciare a sua volta e ostacolarvi nelle operazioni di scarico.
Questo vuole essere un modesto contributo a vantaggio degli amici camperisti del sito. Buone vacanze sulla neve.
C. Luigi (FG)
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Molte volte piccolissimi accorgimenti, magari dettati dal più banale dei ragionamenti, evitano spiacevoli e noiosissimi inconvenienti che, ove mai si dovessero verificare in viaggio, incidono negativamente sulla buona riuscita delle tanto desiderate vacanze.
Alcuni accorgimenti, inoltre, si rendono indispensabili in relazione all’utilizzo specifico che si fa dell’autocaravan, così come avviene quando il mezzo viene utilizzato nel periodo invernale con temperature molto rigide.
In molte occasioni l’assalto del ghiaccio pone a nudo i veri limiti della vivibilità del mezzo ed alcune banalità possono rendere invivibile un veicolo anche a prescindere dalla sua qualità costruttiva.
Partiamo dall’erogazione dell’acqua dalle varie utenze.
Si potrebbe verificare che pur aprendo i rubinetti l’acqua non fuoriesce. Bel problema!
Innanzitutto in caso di soggiorno invernale è conveniente l’utilizzo dei soli serbatoi di acqua potabile allocati all’interno della cellula abitativa, in quanto non dovrebbero ghiacciare.
Inoltre, è necessario studiare il percorso dei tubi dell’acqua dalla pompa ai vari rubinetti. In qualche occasione passaggi a contatto con le pareti nelle estreme vicinanze di griglie di ventilazione, passaggi nel pavimento in adiacenza alla porta di ingresso, o passaggi di tubi in gavoni sprovvisti di riscaldamento, diventano potenzialmente punti ove l’acqua potrebbe gelare.
L’ideale sarebbe far viaggiare la tubazione a contatto con i tubi della ventilazione della stufa, ma ove così non fosse possibile, necessita operare interventi di coibentazione.
Personalmente ho rivestito un passaggio di tubi presente in un gavone riscaldato ed un passaggio di tubazione nei pressi della griglia di ventilazione del boiler, con un isolante antigelo ad alta densità chiamato isolene, venduto in barre cilindriche da mt. 2 di vario diametro, acquistabile presso tutti i negozi del settore.
Altra soluzione praticabile, in particolar modo per gli attraversamenti esterni, è rivestire il tubo dell’acqua con un tubo di p.v.c. di maggior diametro e spruzzare all’interno di quest’ultimo della schiuma espansa che, una volta asciugatasi, crea un blocco unico creando uno spessore di isolamento consistente intorno al tubo dell’acqua.
Una volta risolto tali inconvenienti e riusciti ad ottenere l’erogazione dell’acqua dai rubinetti si potrebbe verificare che il liquido non scenda nel serbatoio di raccolta.
Questo accade ogniqualvolta il tubo di scarico non scende verticalmente nel serbatoio di raccolta compiendo nella sua discesa le evoluzioni più disparate, quindi, dando la possibilità all’acqua di ristagnare in gomiti e curve di sorta e, di conseguenza, gelare.
Oltre al lavoro di coibentazione così come innanzi descritto, si potrebbe optare con un intervento di verticalizzazione degli scarichi. In pratica tale lavoro consiste nell’eliminazione di qualsiasi potenziale situazione di ristagno dell’acqua nel tubo di scarico, facendo si che la stessa scenda perpendicolarmente nel serbatoio di raccolta.
A tal fine necessita ricordare che in quasi tutti i serbatoi sono presenti in corrispondenza della loro sommità delle filettature nelle quali poter innestare le nuove discese di scarico.
Attraverso questi piccoli e banali accorgimenti, praticabili anche personalmente senza l’utilizzo di attrezzature specifiche, così come è stato per me, si riescono ad eliminare grossissimi inconvenienti
che rendono veramente difficile e, in alcuni casi addirittura impossibile, l’utilizzo dell’autocaravan con temperature molto rigide.
Sarebbe auspicabile, in un futuro immediato, che questi piccolissimi accorgimenti siano praticati in fase di allestimento dalla varie ditte costruttrici, anche perché le varie tecnologie approntate ed il crescendo sforzo per rendere sempre più confortevoli i nostri veicoli ricreazionali, non possa essere vanificato da una banalissima discesa verticale di un tubo di scarico in un serbatoio di recupero.
Un ultimo suggerimento di pronto intervento. Prima di andare a letto la sera conviene far sciogliere del sale fino in acqua bollente e versare la stessa negli scarichi
Spero che la mia esperienza vi sia d’aiuto.
Claudio C. (FG)
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Risparmiare energia? Si può
COME ECONOMIZZARE ENERGIA.
L’ILLUMINAZIONE DEL MEZZO TRAMITE L’UTILIZZO DEI LED.
PARTE PRIMA
Uno dei problemi principali per ottimizzare l’utilizzo e, di conseguenza, il confort del veicolo ricreazionale, è dotare il mezzo di fonti di energia sufficienti a renderlo autonomo. Doppia batteria, pannelli solari, generatori di corrente, acceleratori di carica sono le soluzioni praticate, ognuna delle quali presenta i propri aspetti positivi o negativi.
Ma, così come accade per un bidone di acqua, se dall’alto si versa un notevole quantitativo di liquido e, contemporaneamente, all’estremità opposta vi è un rubinetto aperto di notevoli dimensioni, si rischia di non riempire mai il bidone o di avere necessità, di conseguenza, di incrementare notevolmente il quantitativo di liquido in ingresso.
Quindi, ritornando ai nostri veicoli, lo sforzo di incrementare fonti energetiche potrebbe essere parzialmente vanificato, o addirittura risultare vano, ove non si avesse cura di programmare contestualmente una razionalizzazione dell’uso della corrente.
Le ultime novità nel campo dell’illuminazione danno una grossa mano a noi camperisti. Mi riferisco alla tecnologia legata all’utilizzo dei led. Ancora oggi sono poche le notizie precise e dettagliate che circolano in relazione al loro utilizzo.
E’ da premettere, innanzitutto, che esistono in commercio lampade e faretti a led che funzionano sia a 12 che a 220 volt con gli attacchi più vari.
Così come ogni nuovo prodotto non ancora conosciuto dalla massa dei consumatori, i prezzi sul mercato italiano sono ancora sostenuti a differenza dei mercati esteri o orientali ove la tecnologia è già in uso da qualche tempo.
Il costo comunque non deve spaventare per la semplice circostanza che, calcolatrice alla mano, il risparmio di energia è notevolissimo ove si consideri che una lampadina a led, a parità di quantità di luce emessa, consuma mediamente dal 75% all’85% in meno di una lampada tradizionale a filamento. Dando uno sguardo sui siti web specializzati si possono constatare varie comparazioni che quantificano quanto sia possibile economizzare in termini di costi o di energia.
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Ben pochi veicoli ricreazionali sono dotati di illuminazione a led, fatta eccezione di pochissimi mezzi di recente costruzione nei quali fa capolino questa nuova tecnologia. Lampade a filamento, neon di varie dimensioni e faretti con lampade alogene dal consumo esagerato, sono presenti nella stragrande maggioranza dei nostri mezzi.
Ma risparmiare energia è possibile in maniera molto semplice attraverso una duplice possibilità di intervento:
a) utilizzare lampadine o faretti a led a 12 volts comunemente in commercio;
b) assemblare personalmente i singoli led secondo le necessità più disparate.
Per quanto concerne la prima soluzione è possibile intervenire immediatamente tutte le volte nelle quali è possibile sostituire faretti ad incasso o lampadine varie, anche alogene. Esistono in commercio lampade o faretti con tutte le tipologie di attacchi (E14-E27-MR16-GU10) e persino circuiti assemblati di forma circolare che si innestano al posto delle lampadine alogene con attacco G4 presenti nei vari faretti circolari.
Per quantificare il notevolissimo risparmio energetico basta considerare che 16-18 led, usualmente utilizzati per assemblare lampadine, consumano circa 1 Watt !!!
Ove non sia possibile, o non si voglia procedere alla sostituzione delle lampade, alternativa praticabile è quella di realizzare nuovi punti luce a 12 volt nelle posizioni più strategiche, e dotarli di faretti, a pinza come è stato per il mio caso, per poi innestare al loro interno le nuove lampade a led (con attacco E14 o E27).
In pratica si tratta di lasciare inalterato l’impianto originale del mezzo, per utilizzarlo quando si ha a disposizione un allaccio di corrente, e allestire nuovi punti luce nelle zone nelle quali di solito si fa maggiori uso dell’illuminazione, quali piano cottura e zona pranzo, da utilizzare quando si è in sosta libera.
Necessita a questo punto fare alcune precisazioni di carattere prettamente pratico.
La quantità di luce emessa da una lampada varia in maniera direttamente proporzionale al numero dei led. Pertanto più sono i led presenti un una lampada e maggiore sarà la luce da questa prodotta.
Bisogna fare una scelta, secondo il gusto di ognuno, se si vuole ottenere una luce di tipo caldo o freddo. Una emissione di 7000K produce una luce molto fredda e luminosa. Scendendo tale valore si avrà progressivamente una luce sempre più calda. Fate attenzione, pertanto, a non utilizzare lampadine con caratteristiche di emissione diversa in quanto si corre il rischio di avere contemporaneamente tonalità di luce differente.
Di fondamentale importanza, inoltre, è verificare l’apertura del fascio luminoso proiettato dalla lampada, questo in relazione alla tipologia della luce necessitante nel veicolo.
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Se dovesse servire della luce concentrata, ad esempio quando necessita leggere a letto senza dare fastidio al proprio coniuge che dorme, è possibile utilizzare lampade con un fascio di apertura di 40°, così come lo è per nella stragrande maggioranza dei prodotti posti in commercio.
E’ evidente che, in caso di utilizzo di tali lampade, necessita calcolare anche la distanza fra il punto di emissione e l’oggetto o il piano che si vuole illuminare, in virtù del fatto che la circonferenza luminosa si ingrandisce proporzionalmente con l’aumentare della distanza a discapito dell’intensità della luce. Ove si volesse illuminare una dinette bisogna sistemare la fonte luminosa necessariamente sul soffitto del mezzo.
Invece ove dovesse necessitare una luce più diffusa bisogna acquistare lampade che emettano un fascio luminoso superiore ai 90°. E’ evidente che ove si dovessero sostituire lampadine alogene poste in faretti sovrastanti piani vari, bisognerà montare lampade con quest’ultime caratteristiche di emissione per non correre il rischio di illuminare il piano a "macchia di leopardo", e lasciare, contemporaneamente, zone dello stesso piano poco illuminate.
Una ultima precisazione. I led non producono calore e, per quanto riferito, per ovvi motivi non ho avuto possibilità di verificarlo personalmente, hanno una capacità di funzionamento continuo variabile fra le 50.000 e 100.00 ore.
In un prossimo articolo analizzeremo la possibilità di poter realizzare personalmente l’illuminazione attraverso l’utilizzo e l’assemblaggio dei singoli led, il tutto con costi decisamente più contenuti e sfruttando la genialità ed il gusto dell’auto-costruire di ognuno di noi.
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COME ECONOMIZZARE ENERGIA.
L’ILLUMINAZIONE DEL MEZZO TRAMITE L’UTILIZZO DEI LED.
PARTE SECONDA
Per chi non volesse allestire l’autocaravan con lampade già confezionate vi è la possibilità di assemblare personalmente i singoli led.
Alcune notizie generali sulle loro caratteristiche possono essere d’aiuto per il loro utilizzo.
Anche per questi valgono le indicazioni fornite nella prima parte del presente articolo. Pertanto ove si intendesse ottenere una luce bianca calda necessita adoperare led con un’ emissione di 3.000-4.0000 K o, di contro, ove si intendesse ottenere una luce di tipo fredda adoperare led con un’emissione 7000 K.
E’ da tenere in considerazione l’esistenza in commercio di led che proiettano luce di colore blu, verde, gialla, rossa, viola o, addirittura multicolorata.
I led, inoltre, possono essere di diverse dimensioni, circostanza questa che fornisce la possibilità di trovare la soluzione più congeniale per ogni singola esigenza logistica. Esistono in commercio led da 1,8- 3 -5- 8-10 mm, con i corrispondenti portaled per il loro utilizzo singolo che consentono la loro sistemazione in pannelli, antine ecc…. .
Approfondimento specifico merita l’argomento relativo la quantità di luce emessa da ogni singolo led in quanto visti "dall’esterno" sembrano tutti uguali.
A prescindere dalla loro grandezza, ogni led produce una determinata intensità di luce che viene indicata con un valore numerico seguito dalle lettere mcd (microcandele) . E’ evidente, pertanto, che maggiore sarà il valore numerico degli mcd, maggiore sarà la quantità di luce emessa dal led.
Altra caratteristica da tenere in debita considerazione è quella relativa all’ampiezza del fascio di luce emessa, in quanto la stragrande maggioranza dei led comunemente posti in commercio proietta la luce emessa con un angolazione compresa fra i 20 ed i 40°.
Ove, di contro, dovesse necessitare una luce più diffusa bisognerà acquistare i cosiddetti led "Superflux" che hanno la caratteristica di proiettare la luce con un angolo compreso fra i 120 ed i 140°.
Il loro utilizzo diviene obbligato ogniqualvolta la distanza fra il punto di emissione ed il piano o l’oggetto da illuminare sia minima.
Personalmente ho illuminato "a giorno" ed in maniera uniforme il piano cottura del mio veicolo, piano lungo circa mt. 1,50, montando n.9 led superflux da 0,5 watt - 50.000 mcd in sostituzione di 3 lampade alogene da 10 watt l’una. Quindi ho ridotto i consumi di corrente dagli originari 30 watt agli attuali 4,5 Watt. Bel risparmio!!!!!!
Ulteriore fondamentale considerazione merita la tensione dei esercizio dei led.
Va specificato innanzitutto che i led funzionano con corrente continua e, pertanto, bisogna rispettare le loro polarità di esercizio. Al piedino più lungo del Led va collegato il polo positivo, mentre, di contro, al più piccolo, il negativo.
E’ possibile distinguere visivamente il polo positivo dal negativo in virtù della circostanza che, seguendo il piedino all’interno del led, la parte in metallo è nettamente più piccola di quella del negativo ad essa contrapposta.
Esistono in commercio led di forma quadrangolare con quattro piedini, due positivi e due negativi. Per riconoscere i due poli negativi del led bisogna prestare attenzione i vertici del led uno dei quali risulterà tagliato. Posizionando il led verso l’alto rispetto al taglio, i due poli di destra (quello superiore sarà quello adiacente all’angolo tagliato) saranno i poli negativi, mentre quelli di sinistra, inevitabilmente, i due poli positivi.
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Molti amici camperisti dopo la pubblicazione dei due articoli sull’utilizzo dei led sia nei nostri veicoli ricreazionali che nelle nostre abitazioni hanno contattato la redazione del sito per avere notizie più dettagliato per la realizzazione pratica delle lampade.
Questo mi ha indotto a scrivere questo ulteriore articolo anche al fine di rendervi edotti delle mie ultime esperienze.
Partiamo dall’illuminazione dei camper. Per creare un punto luce necessita acquistare innanzitutto una piastra millefori. La potete acquistare sia su ebay che nei negozi specializzati per pochi euro. Già il nome che porta dice tutto.
La stessa piastra può essere sagomata secondo la necessità sia con le forbici o, ancora meglio, grazie all’ausilio di un seghetto per traforo con il quale è possibile tagliarla anche in senso curvilineo.
Acquistando un faretto a pinza si può sagomare la piastra in modo circolare in maniera da poterla incastrare o incollare all’interno del faretto.
I led che hanno dimostrato avere un’ottima resa e adattabilità, considerando soprattutto la loro dimensione e forma, sono i superflux da 5mm. da 50.000 mcd da me acquistati tramite ebay nel negozio “Top bright led shop”. Cinquanta pezzi li ho pagati all’incirca €. 20,00, compresa la spedizione. Non ho avuto alcun problema per il recapito della merce che è avvenuto circa dopo 15 gg. dall’acquisto.
Altro venditore che offre buona merce è il negozio “Light of victory led store” anch’esso, come il primo, di Hong Kong.
Esistono in commercio anche led da 8 mm. 0,5 watt da 110 mcd -120° di fascio luminoso. Sono più luminosi di quelli di quelli suindicati ma, per la loro grandezza e forma, risulta più difficile inserirli all’interno di faretti già esistenti per sostituire le lampade alogene. Chi non avesse necessità di spazio potrà utilizzare quest’ultimi.
Esistono, altresì, in commercio led da 1-3-5 nonché led da 10-15-20 Watt. quest’ultimi si accendono con una tensione di 12-16 volt. Tutti sono superflux e quindi emettono un fascio luminoso di 120°.
Utilizzare questi led all’interno dei camper è difficile sia per le loro dimensioni, generalmente superano i 2 cm., sia per la semplice circostanza che già 3 led da 1 Watt (bisogna sempre collegarli in serie con la dovuta resistenza che potrete calcolare sul sito che vi ho già indicato) emettono una quantità di luce sproporzionata rispetto al piccolo ambiente del camper.
Inoltre, in fase di progettazione, necessita fare anche i conti con il loro costo relativamente sostenuto. Per il loro utilizzo a 220 volt esistono in commercio, e sono reperibili anche in Italia, piccoli ed appositi alimentatori a 12 volt, per l’accensione di questi bestioni.
Comunque dai venditori che vi ho indicato troverete led per tutti i gusti. Tenete sempre presente le caratteristiche tecniche che vi ho già indicato negli altri articoli.
Ritornando alla mia realizzazione unitamente ai led da 5 mm. superflux, ho acquistato delle resistenze da 33 ohm ½ Watt per poter alimentare di essi con la 12 volt.
Quindi, prendendo la basetta millefori, dopo averla sagomata secondo l’utilizzo che si deve fare, bisogna inserire nei forellini i quattro piedini dei led tutti secondo lo stesso verso.
Come già detto il led ha forma quadrata ed ha un vertice tagliato. Bisogna posizionare il vertice tagliato verso l’alto, quindi guardando frontalmente il led, il vertice tagliato dovrà trovarsi in alto a destra.
Il piedino sottostante il taglio sarà il primo negativo ed il piedino posto in giù sullo stesso lato, quindi in basso a destra guardando frontalmente il led, sarà il secondo negativo. Gli opposti saranno i positivi.
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Pertanto volendo realizzare un punto luce con tre led gli stessi dovranno essere inseriti nella basetta tutti nello stesso verso innanzi indicato; vertice tagliato in alto a destra guardando frontalmente i led.
A questa maniera dopo aver montato attiguamente i tre led, ad uno dei due ultimi piedini a destra della serie dovrà essere collegato il polo negativo, mentre ad uno dei due piedini di sinistra della serie dovrà essere collegata la resistenza e dopo di questa il polo positivo.
Quindi una volta montati i led uno accanto all’altro, necessiterà fare una semplice saldatura fra uno dei due dei piedini attigui. Pertanto, guardando da sinistra i tre led troverete in sequenza il lato intero del primo, il lato con il vertice tagliato del primo, il lato intero del secondo, il lato con il vertice tagliato del secondo, il lato intero del terzo ed, infine, il lato con il vertice tagliato del terzo. In pratica li abbiamo messi in serie collegando ai due estremi positivo e negativo e fra di loro negativo del 1° + positivo del 2° ed ancora negativo del 2° + positivo del 3°.
Se volete assemblare dei led per sostituire le lampade alogene dovete fare attenzione alla polarità. Sollevate la lampadina e, mentre è ancora accesa, misurate con un tester le polarità sui piedini (puntale nero nel tester ove è portato il segno = e puntale rosso nel tester dove è riportata la scala di lettura della corrente continua =) . Fate attenzione a non mettere in corso i puntali.
Per creare i due piedini da inserire nello zoccolo del faretto potete utilizzare i gambi delle resistenze che taglierete, e per dare ad essi più spessore potete passarci su un pò di stagno con la punta del saldatore per far acquistare agli stessi maggiore rigidità.
Nella foto che ho inviato alla redazione del sito è ripresa una realizzazione con 3 led . Comunque nello stesso spazio è possibile alloggiare anche 6 led .
Di recente ho smontato un faretto posto a capo del letto nel quale vi era montata una lampada alogena da 10 watt. Ho tagliato circolarmente la basetta millefiori montando all’interno ben 6 led , quindi due serie di tre. Dalla foto che vi allego potrete vedere il lavoro finito. Il consumo è sceso dagli originari 10 agli attuali 3 Watt.
Ho altresì tagliato la basetta millefiori circolarmente, secondo il diametro di un altro faretto a pinza montandovi sulla stessa n.9 led da 50.000 mcd 0,5 Watt. Una volta acceso il nuovo faretto illumina in maniera uniforme e “a giorno” sia l’intero tavolo che la zona limitrofa, il tutto per un consumo di 4,5 Watt. Il neon circolare che è posizionato nella plafoniera montata sul soffitto è di 22 Watt. !!!!!!!
Per casa, invece, ho realizzato striscia di led, sfruttando un pezzo di canalina di plastica per il passaggio di cavi elettrici della lunghezza di circa mt. 1,20, posizionando al suo interno n. 9 led superflux da 8 mm. 110 mcd . Ho posizionato la canalina in cima ai pensili della cucina ancorandola con tre piccolissime viti a legno, dandole una leggera inclinazione in avanti, tramite uno spessore di compensato di 4mm. posto solo sul alto interno, per consentire una maggiore irradiazione della luce verso in basso verso l’esterno.
Su di un’altra canalina di circa cm. 60 ho montato tre led da 8 mm identici a quelli innanzi indicati ancorandola sotto la mensola sovrastante il lavello e la cucina. Sul cavo di alimentazione del positivo ho montato un interruttore piatto che ho ancorato di lato ad un pensile con del bi-adesivo, questo per poter accendere anche disgiuntamente le due canaline.
Il tutto l’ho collegato ad un alimentatore a 12 volt da 7 Ampere che avevo già in passato (con un alimentatore che fornisce i 12 volt è come se ci trovassimo in camper).
Orbene una volta accesi tutti i led (12), per un consumo totale di 6 watt, ho ottenuto una luce uguale alla originaria lampada a basso consumo da 15 watt, con l’ulteriore vantaggio di poter accendere i led secondo la zona della cucina che mi necessita illuminare. A casa mia cucina e soggiorno sono inseriti in un ambiente unico di 35 mq. La zona adibita a cucina è di circa 20 mq. La luce emessa dai led non soltanto illumina sufficientemente la zona cucina ma illumina, altresì, anche se parzialmente, l’attiguo soggiorno.
Di sera, accendendo i tre led posti sotto la mensola della cucina, si crea un’atmosfera soft ideale per godersi gli spettacoli televisivi.
Pertanto con la tecnica di sezionare le zone da illuminare, predisponendo più punti luce, si potranno accendere solo quei led che necessitano all’occorrenza, e ridurre ulteriormente i consumi di energia. E’ evidente che se la ns. signora è impegnata fra i lavelli e la cucina s | | |